L’analisi OCSE 2020. Curriculum Overload: A Way Forward

A cura di Sofia di Crisci.

Ecco una breve presentazione dell’analisi OCSE 2020 che, partendo dalla situazione attuale, fornisce utili indicazioni per una progettazione sensata e sostenibile a scuola.

Il 25 novembre 2020 è stato pubblicato da OCSE “Curriculum Overload: A Way Forward” in esito ad un’articolazione degli studi inseriti nel progetto OCSE Future of Education and Skills 2030; tale rapporto è uno di sei lavori di ricerca sul tema e presenta i primi dati comparativi sul curriculum a livello di contenuto che riassumono la letteratura esistente, esaminano le tendenze nel cambiamento del curricolo con sfide e strategie e suggeriscono lezioni apprese dagli esiti delle sperimentazioni che diversi paesi hanno sperimentato con le loro riforme curricolari. 

La pubblicazione in oggetto, di cui si proveranno a sintetizzare alcuni esiti e indicazioni, deriva da accurate analisi dei curricola esistenti a livello internazionale, svolte coinvolgendo  responsabili politici, esperti accademici, dirigenti scolastici, insegnanti, ONG e studenti.

Per curriculum overload, si intende qui la tendenza a includere nuovi elementi nel curriculum come risposta alle nuove esigenze della società, senza un’adeguata considerazione di ciò che deve essere rimosso; tale operazione avviene per accumulo e spesso senza che vengano rimossi i contenuti preesistenti. 

Il mondo in rapida evoluzione in effetti pone nuove sfide al settore dell’istruzione che deve sostenere apprendimenti relativi a competenze, atteggiamenti, valori e conoscenze su argomenti come: l’alfabetizzazione digitale , la globalizzazione, l’educazione finanziaria, l’alfabetizzazione per lo sviluppo sostenibile, il pensiero computazionale, ecc. Se da una parte alla scuola vengono fatte pressioni sul programma di studi affinché cambi in risposta a queste nuove richieste, dall’altra si è consapevoli che al curriculum manchi lo spazio per aggiungere facilmente nuovi obiettivi senza causare il curriculum overload. 

Premesse necessarie

– I sistemi scolastici devono essere consapevoli che la dilatazione dei tempi di apprendimento non porta necessariamente ad apprendimenti significativi e in maggiore quantità per gli studenti ed è quindi necessario concentrarsi sulla qualità del tempo di apprendimento (piuttosto che sulla quantità in sé) così come sul benessere degli studenti. 

– Gli studenti hanno bisogno di imparare in modo più consapevole e approfondito e non accumulare nozioni, spesso frammentate, e ciò si può ottenere organizzando meglio il tempo impegnandolo con esperienze significative. Rispetto a ciò, si consideri che curriculum deve indicare non solo ciò che gli studenti imparano, ma anche il modo in cui la scuola può aiutarli ad apprendere per tutta la vita. Se gli studenti riescono a vedere un senso nell’apprendimento (cioè vedere la rilevanza dell’apprendimento rispetto a ciò che è necessario nella vita reale), è probabile che si sentano più motivati ​​ad apprendere. Gli studenti possono valutare quanto proposto dagli insegnanti come più rilevante quando il curriculum è più in linea con le richieste del mondo reale.

– Gli insegnanti che non hanno ricevuto una formazione adeguata potrebbero non sapere come sostenere gli studenti in questi percorsi di apprendimento. 

– È necessario trovare un equilibrio tra sfide proattive e saperi imprescindibili in modo da non disimpegnare gli studenti eccellenti o demotivare studenti con risultati solo accettabili. Tutti gli studenti hanno bisogno dell’opportunità di imparare e di avere successo, indipendentemente dal loro background o dal livello di abilità di partenza. 

– Le materie non devono essere considerate blocchi indipendenti, ma piuttosto pezzi interdipendenti di un sapere olistico che consentono a ogni studente di maturare apprendimenti.

L’espansione del curriculum porta a 3 conseguenze

1.  Il sovraccarico di contenuti cioè una quantità eccessiva di contenuti rispetto al tempo disponibile per l’istruzione.

 2. Lo squilibrio del curricolo che si verifica quando viene data priorità ad alcune discipline rispetto ad altre aree del curricolo e ciò impone una particolare attenzione all’equilibrio del curriculum.

3. Il sovraccarico percepito è la percezione da parte degli insegnanti o degli studenti di un curriculum sovraffollato e può derivare da diversi fattori: dal numero di argomenti, dal tempo dedicato, dalla periodicità della valutazione, dalla dimensione dei documenti del curriculum e dei materiali correlati. Il sovraccarico percepito del curricolo è importante tanto quanto le sue dimensioni effettive, poiché può ugualmente minare il successo di una ristrutturazione del curricolo attraverso la perdita del sostegno da parte dei dirigenti scolastici, degli insegnanti e degli studenti.

Il benessere di studenti e insegnanti dovrebbe essere di primaria importanza nella progettazione del curricolo, in considerazione del fatto che il benessere migliora l’apprendimento e viceversa. 

Le analisi delle politiche OCSE Future of Education and Skills 2030 del curriculum suggeriscono una varietà di approcci per bilanciare contenuti e competenze per affrontare le nuove esigenze della società senza sovraccaricare il curriculum:

 La chiarezza riguardo ai cambiamenti del curricolo, che spesso avviene attraverso obiettivi specifici per materia, è fondamentale per garantire che gli insegnanti abbiano una guida adeguata su come incorporare nuovi temi e competenze interdisciplinari nel rispondere alle mutevoli esigenze della società. Le scelte più praticate dai diversi paesi presi in analisi sono le seguenti (in ordine di frequenza).

Collegare temi o sviluppare competenze tra aree di apprendimento.

Incorporare temi interdisciplinari in materie esistenti o strutturare il proprio curriculum attorno a obiettivi specifici per materia. 

Sui temi interdisciplinari, i curricula più articolati nei paesi includono “educazione ambientale, sostenibilità” (57% dei paesi), “cittadinanza locale e globale, pace” (51% dei paesi) e “educazione alla salute, benessere e stile di vita (51% dei paesi) ”. Tra i temi interdisciplinari meno mirati ci sono “impegno regionale e globale” (16%) e “educazione ai media” (11%). 

– Incorporare competenze trasversali in aree disciplinari esistenti.

L’alfabetizzazione digitale evidenzia la presenza più ricorrente nei nuovi curricola (in media, il 40% degli elementi di contenuto), in linea con il crescente movimento verso la trasformazione digitale nell’istruzione. L’Estonia si distingue per la presenza maggiore dell’alfabetizzazione digitale nei curricula (quasi il 70%), seguita da Corea e Kazakistan (appena sotto il 60%).

Nonostante le crescenti esigenze di un mondo interconnesso, la competenza globale è esplicitamente articolata in media nel 28% dei contenuti nelle varie aree di apprendimento. 

Con la crescente comparsa di notizie false, l’alfabetizzazione mediatica viene evidenziata come competenza necessaria per il futuro. Nei curricola tale alfabetizzazione è presente nel 24% dei contenuti ed è reperibile principalmente nelle aree della lingua nazionale e delle discipline umanistiche. Eccezioni degne di nota sono due paesi, Corea ed Estonia per la percentuale di contenuti presenti nel curricolo(oltre il 50%).

L’imprenditorialità è inserita nei curricula in misura modesta (in media il 14% del curricolo). L’Estonia e il Giappone segnalano una maggiore enfasi sull’imprenditorialità, con il 40% e il 56%, rispettivamente, del curriculum mappato che mira a questa competenza. Entrambi i paesi adottano un approccio olistico incorporando l’imprenditorialità nella maggior parte delle aree di apprendimento.

Con progressi tecnologici incalzanti, incontriamo nel curricolo la robotica e l’internet of things, perciò anche anche pensiero / programmazione / codifica computazionale sono ormai incorporati esplicitamente nel curriculum, ma con una bassa percentuale di contenuti (in media 11%) e principalmente inseriti in aree come tecnologie / economia domestica e matematica. 

L’alfabetizzazione finanziaria è una delle competenze meno mirate (9%), per lo più incorporata in aree come tecnologie / economia domestica, scienze umane e matematica. L’Estonia e il Kazakistan danno maggiore enfasi all’alfabetizzazione finanziaria (21% e 24%, rispettivamente) e in una più ampia varietà di aree di apprendimento.

Le seguenti indicazioni sono altre potenziali strategie per affrontare e mitigare il sovraccarico del curriculum durante un processo di riprogettazione:

  • Regolare il tempo di apprendimento per evitare che l’espansione di un curriculum sia un’espansione del tempo necessario per l’ apprendimento.
  • Definire attentamente il livello degli obiettivi di ciò che è incluso nel curriculum. Perseguendo un equilibrio tra puntare in alto e presentare ciò che è essenziale.
  • Costruire progressi di apprendimento coerenti tra i gradi e i livelli di istruzione.
  • Concentrarsi sulla comprensione concettuale o “grandi idee” per evitare un numero eccessivo di soggetti o argomenti entro il tempo assegnato.
  • Gestire la percezione del sovraccarico regolando le dimensioni e/o il formato dei documenti del curriculum.

Cinque lezioni chiave identificate da paesi che hanno attuato una riforma dei curricola: 

1.Mantenere il giusto equilibrio tra l’ampiezza delle aree di apprendimento e la profondità della conoscenza dei contenuti. La modifica dei curricula spesso presenta dei compromessi: selezionare solo alcune discipline per evitare il sovraccarico può portare a trascurare l’importanza dello “sviluppo dell’intero studente”, dell’ “apprendimento dell’intera scuola” e dell’ “apprendimento dell’intera comunità”. Allo stesso tempo, mantenere tutto in uno spazio limitato può portare a un programma di studi “ampio un miglio e profondo un centimetro”, creando un senso di disimpegno sia negli studenti che negli insegnanti;

2.Usare insieme focalizzazione, rigore e coerenza come principi chiave di progettazione quando si affronta il sovraccarico di curriculum, poiché il loro utilizzo come criteri operativi può aiutare a gestire la falsa percezione che concentrarsi su un numero limitato di argomenti porti ad abbassare gli standard e garantire che ogni studente progredisca nel proprio apprendimento a livelli adeguati dal punto di vista dello sviluppo;

3.Evitare il sovraccarico dei compiti per gli studenti. Quando i contenuti non sono affrontati durante la lezione, è probabile che gli insegnanti assegnino i compiti, il che influisce in modo sproporzionato sugli studenti svantaggiati, soprattutto perché le tipologie di compiti a casa stanno diventando più diversificati. Questo inoltre influenza negativamente il lavoro degli insegnanti aumentando il carico di lavoro per la preparazione e la valutazione dei compiti.

4. Essere consapevoli delle decisioni locali che portano al sovraccarico dei programmi scolastici per le scuole. Trovare il giusto equilibrio tra guida dettagliata dall’alto e autonomia/flessibilità è fondamentale per evitare il sovraccarico di contenuti. Sostenere gli insegnanti e preparare le condizioni che consentano agli insegnanti di agire in base alla loro azione e di essere i progettisti, i co-creatori e i facilitatori del curriculum è di fondamentale importanza.

5. Evitare lo stress da sovraccarico del curriculum e riconoscere che è un problema urgente che influisce sul successo e sul benessere degli studenti. Allontanarsi dal concentrarsi esclusivamente sul rendimento disciplinare e assumere una visione più olistica degli studenti. Mettere il benessere degli studenti al centro della riforma del curriculum e dell’istruzione in generale è necessario per garantire una società inclusiva, sostenibile e creativa.

Criteri per la riprogettazione del curricolo. Un esempio: la Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda sta valutando come progettare meglio il curriculum per aiutare docenti, studenti e famiglie nella comprensione e nell’attuazione dello stesso. Attingendo al lavoro di Graeme Aitken, il Ministero dell’Istruzione neozelandese ha proposto i seguenti sei criteri per valutare la progettazione  del curriculum che deve:
1.Essere strutturato logicamente attorno a uno scopo chiaro e inequivocabile. 

2. Spiegare chiaramente la logica del cambiamento.

3.Evitare possibilità di incomprensione/essere chiaro e con messaggi univoci.

4. Riconoscere le convinzioni e le pratiche esistenti degli insegnanti e  integrarle nel nuovo documento.

 5. Massimizzare la coerenza interna e ridurre al minimo la complessità.

6.Collegare chiaramente idee astratte a pratiche ed esempi realizzabili nel contesto.  

La pubblicazione OCSE, oltre ad offrire una vasta trattazione di quanto sintetizzato fin qui, offre un amplissimo numero di dati ricavati da rilevazioni a livello mondiale che possono essere utili per analisi mirate ad alcuni dei temi presentati.

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